CURIOSITÀ SUI TAROCCHI PARTE 8
IL GIOCO DELLE CARTE E L’AZZARDO:
Per Comprendere appieno le motivazioni della condanna della chiesa contro i giochi d'azzardo nulla risulta di più esaustivo del trattato risalente ai primi secoli dell'era volgare attribuito per lungo tempo a San Cipriano contro i giocatori di fortuna intitolato De Aleatoribus. Pena la scomunica per i laici e la destituzione per gli Ecclesiastici, i giochi di fortuna rappresentavano per tutti un problema non indifferente, compresi gli usurai la cui lucrosa attività del prestare denaro per il gioco era oltremodo condannata dalla chiesa. Uno dei più ferventi predicatori contro l'azzardo, fu San Bernardino da Siena al quale si deve una violenta requisioia a Bologna nella Quaresima del 1425 che ebbe come conseguena a il falò di numerosi oggetti ludici consegnati da un popolo istigato dalle ginae milites Superiores et inferiores, cioè dalle figure di corte dei quattro semi. Gli Acta Sanctorum dei Bollandisti che riportano tre vite del santo parlano anche di Triumphales charticellae, ma sembra che l'inserimento di queste ultime sia stata operata solo tardivamente, cioè nella Vita composta nel 1472 e che non fosse presene nella prima in ordine cronologico che data 1445. Comunque sia, un dubbio rimane.
Per il suo carattere ingegnoso il gioco dei Trionfi venne esplicitamente omesso nelle ordinanze contro i giochi d'azzardo emanate nel corso del Quattrocento.
Fintanto che i tarocchi vennero utilizzati anche dalle corti e quindi da uomini di cultura, i loro significati etici venivano appresi e tramandati, ma quando il gioco divenne prerogativa del solo popolo questo considerò i tarocchi esclusivamente dal punto di vista ludico, dimentico del loro valore mistico. Correva all'incirca l'anno 1500.
Infatti se in origine l'intento fu quello di avvicinare l'uomo alla conoscenza del Divino
tramite il concetto Ludendo intellego (Giocando imparo), non passò molto tempo dalla loro creazione che i tarocchi furono bollati come Opus Diaboli dalla stessa chiesa che li relegò a gioco d'azzardo.
I TAROCCHI IN EUROPA:
Negli anni attorno al 1750 avvenne in Europa una piccola rivoluzione di cui non rimane traccia nei libri di storia e che non richiese spargimenti di sangue: dopo circa tre secoli dalla loro apparizione le carte dei tarocchi non mostrarono più Solo i tradizionali Semi di Coppe, Denari, Spade e Bastoni, ma anche quelli di Cuori, Quadri, Picche e Fiori. Contemporaneamente le 22 carte dei Irionfi mutarono le loro ben note figure simboliche che fino ad allora erano state il punto di riferimento per tutti i giocatori, per assumerne di nuove totalmente diverse e senza alcun nesso con le precedenti anche se la sequenza contrassegnata dai numeri romani da I a XXI indicati Sulle carte rimase invariata. Solo il Matto mantenne ancora la sua fisionomia differenziandosi in tal modo da tutte le altre carte, assumendo di volta in volta l'aspetto di una maschera della Commedia dell'Arte, di un Arlecchino con in mano uno strumento musicale, di una figura comica, di un menestrello o di un Matto appunto, mostrando a volte una Sensibile affinità con la figura del Bagatto, il numero I dei tarocchi, che spesso venne rappresentato da un Arlecchino nel suo più conosciuto atteggiamento di tea-trante. In verità anche nel corso dei tre secoli precedenti al 1750 si erano succedute nelle carte dei tarocchi numerose varianti che avevano portato a differenziazioni alquanto precise, di solito legate a determinati territori. Se la sequenza delle carte dei tarocchi fu la prima ad essere coinvolta in queste variazioni per cui alcune figure assunsero una numerazione differente, era poi seguito il cambiamento del formato delle carte, più alte o più basse, più larghe o più corte fino ad arrivare al piccolo Tarocchino Siciliano che messo a confronto con il Tarocco di Marsiglia ne è quasi la metà.
Da sempre i tarocchi erano stati considerati come un insieme di immagini suggestive, un libro di simboli. Adattando allo spazio delle carte alcune serie di soggetti di moda sotto altra forma, come ad esempio piccole stampe, almanacchi, illustrazioni, si poteva ottenere lo scopo di farne un oggetto di prestigio e di gusto, anche se non immediatamente rispondenti all'uso ludico se la disponibilità delle risorse tecniche necessarie alla produzione è una condizione essenziale per trasformare un'idea in un prodotto, l'esistenza di un mercato ricettivo è la condizione per la sua affermazione e diffusione.
Con l'introduzione dei tarocchi a semi francesi vennero inserite in questi letore introducendo anche in Italia il tarocco a semi francesi attraverso un mazzo di vedute e mestieri milanesi. Ma Gumppenberg ebbe anche l'intuizione di affidare la creazione di un classico tarocco a semi italiani all'artista e incisore Carlo Della Rocca il quale ne offri una interpretazione perfettamente in linea con la poetica romantica e nel contempo rispettosa dell'iconografia tradizionale. Questo tarocco ebbe un enorme successo, dando vita ad una nuova tradizione iconografica subito copiata ed imitata da molti altri stampatori italiani.
Vi ringrazio per aver letto il mio blog e spero vi sia piaciuto perché questo argomento mi ha incuriosita un sacco e volevo condividerlo con voi. Le informazioni le ho reperite tramite un libro preso in biblioteca e la composizione d’immagini che ho inserito le ho create io con un programma per farle risaltare (ovvero la cornice, i colori e il carattere di scrittura).





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